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PROVIAMO A PARLARE DI RAZZISMO

TI RICORDERAI DI BARNABAB

(storia di Enzo Varela)

Quando si decide di affrontare la questione della violenza connessa al razzismo l’argomento mostra sempre di avere numerose sfumature.

Noi ne possiamo essere coscienti o meno; si pensi, ad esempio, come vengono trattati diversi casi di cronaca riguardanti soggetti di origine straniera rispetto a quelli commessi da italiani; una struttura narrativa per cui è sempre l’altro o più semplicemente un diverso o anche l’attribuzione ‘negativa’ di atteggiamenti di culture diverse.

Elementi simili li troviamo ad esempio:

  • nel proemio de ‘Storie‘ di Erodoto (449-440 a.C.) nel quale si legge: < […] affinché le azioni degli uomini non vadano perdute con il tempo e le imprese grandi e degne di ammirazione compiute sia dai Greci sia dai barbari > che sottolinea il primato dei Greci rispetto agli altri popoli assoggettati dai Persiani;
  • nelle descrizione dei popoli celtici, nel ‘De bello gallico‘ di Giulio Cesare (58-50 a.C.), come ‘inferiori’ rispetto alla società romana;
  • ed altri storici ed etnografi romani nei quali le popolazioni (diverse da quelle greche e latine) presentano caratteristiche fisiche ed abitudini non sempre compatibili con la tradizione e le società presenti e vissute in quei tempi dagli autori.

Un vero e proprio sviluppo del termine ‘razza’, come lo intendiamo noi contemporanei, ha conosciuto un’origine intorno al XV secolo con i decreti della neonata corona di Spagna per l’espulsione degli ebrei (accusati di deicidio), provvedimenti basati sul concetto di purezza del sangue (quindi si introduce un principio di etnia e non solo di religione); passando per i successivi tentativi di definire e catalogare le ‘razze umane’ in macro insiemi, tramite trattati, saggi e norme legislative, nel periodo illuminista e con l’eurocentrismo di Hegel nelle sue ‘Lezioni di filosofia della Storia‘ (raccolte nel 1837), per poi strutturarsi nel corso dell’Ottocento e del Novecento.

Nel mondo del fumetto il tema è stato più volte oggetto di attenzione; si pensi all’ importante accusa nei confronti del supereroe Lanterna Verde nella prima storia della serie a fumetti ‘Lanterna Verde/Freccia Verde‘ (1970) di Dennis O’Neil e Neal Adams, ambientata in un’America appena uscita dalla segregazione razziale ma nella quale i pregiudizi e la prevaricazione sulle persone di origine afroamericana sono ancora fortemente presenti, oppure alla questione coreana da parte del Giappone durante la Seconda Guerra Mondiale all’interno del manga di Keiji Nakazawa ‘Gen di Hiroshima‘ (1973- 1987), attraverso il personaggio del signor Park, ma anche in un’opera insospettabile come ‘One Piece‘ (1997- in corso) di Eiichiro Oda, con la storia di Tony Tony Chopper o gli archi narrativi ambientati nell’Arcipelago Sabaody e nell’Isola degli uomini-pesce.

Le sfumature dell'odio

Nel tema del razzismo trattato nei fumetti si inserisce la storia di Enzo Varela ‘Ti ricorderai di Barnabab‘, contenuta nell’antologico volume NO.

La storia tratta l’esperienza di Marko, ragazzo caucasico che, a seguito di un torto nei confronti della maga Barnabab, viene colpito da una magia che lo rende di un altro gruppo etnico, da lui non particolarmente gradito, e per questo subirà una serie di discriminazioni personali e con un finale non troppo scontato.

L’esperienza di Marko può ben far riflettere come sia facile vivere nel pregiudizio sensa sentirsi oggetto di discriminazione. Nel momento in cui si subisce in prima persona ciò che possiamo definire razzismo, diventare improvvisamente l’altro, non comprendere le motivazioni della discriminazione, sentirsi arrabbiati e impotenti, soli in un mondo ostile possa far sviluppare una profonda incomprensione fra simili.

Potremmo forse pensare che, al di là di eventuali esperienze personali, si possa provare ad immedesimarsi nei ‘sentimenti’ del cosiddetto altro e apprendere una modalità di comunicazione efficace ed inclusiva?

Pietro

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